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Il lanificio Conte
Il lanificio Francesco Rossi
Il lanificio Cazzola
Lo stabilimento Rossi di Torrebelvicino
Lo stabilimento Rossi di Pievebelvicino
Gli stabilimenti Rossi di Piovene
Il Lanificio Ferrarin di Thiene
Il Lanificio Marzotto di Valdagno
Foto 1
Foto 2
Foto 3
Foto 4
Foto 5
Foto 6


A cura di: Bernardetta Ricatti - Francesco Tavone  - Alfredo Talin
A cura di: Bernardetta Ricatti - Francesco Tavone - Alfredo Talin

I LANIFICI

Il fenomeno della fabbrica tessile(1) dell'Ottocento è il capitolo più interessante e complesso nello studio del patrimonio archeologico-industriale di Schio e del suo comprensorio. La fabbrica, in quanto sistema del potere economico della borghesia, diventa il nuovo polo urbanistico nella organizzazione del territorio. Crea intorno a sé una serie di infrastrutture viarie, di servizi sociali, assistenziali e ricreativi, imponendosi come nuova emergenza architettonica dominante le strutture artigianali preesistenti e stabilendo relazioni diverse con il contesto urbano; sottrae progressivamente aree sempre più ampie al paesaggio agrario per ospitare nuovi impianti e le abitazioni delle maestranze fino all' insediamento di interi quartieri o villaggi operai. La fabbrica è un contenitore di macchine(2), perciò si adatta, si rinnova o decade a seconda delle tecnologie(3) legate alla produzione(4). Essa va quindi esplorata sia sotto l'aspetto architettonico (materiali e stili adottati, distribuzione degli spazi, modelli costruttivi) sia sotto l'aspetto del corredo di macchinari per lo sfruttamento delle fonti di energia e la creazione di filati(5) e tessuti(6), dell'arredo e dei prodotti. E’ edificio collettivo per eccellenza, luogo di lavoro dove si confrontano dialetticamente i dirigenti e le maestranze. La fabbrica si pone, quindi, come veicolo culturale, capace di trasmettere alle masse messaggi di vario tipo e valenza.

di Bernardetta Ricatti







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