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Lo stabilimento Italcementi
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Lo Stabilimento Italcementi di Schio

Nell'ambito dell'attività estrattiva si pone pure la Società Anonima Cementi di Schio con la costruzione di una fabbrica(1), fornita di un impianto a forno rotativo, abilitata alla produzione di cemento, ricavato da una miscela di calcare e argilla trattata per via secca.
Del complesso(2), attivo dal 1929, oltre all'opificio vero e proprio, risultante dalla giustapposizione di vari volumi(3) dominati da una grande ciminiera in cotto e connotati pure dalla caratteristica torretta(4) sostenente il serbatoio dell'acqua industriale, fa parte la cava(5) di calcare ubicata(6) in via Palazzina, ai piedi della collina di Magrè. Originariamente il materiale estratto veniva trasportato fino alla sede di lavorazione tramite carrelli che correvano su una teleferica(7) a doppio binario di 2800 metri circa sostenuta da tralicci(8) e ponti in cemento armato, sistema di cui rimane soltanto qualche traccia nel territorio.
Il calcare e l'argilla (proveniente quest'ultima da una cava situata in via Pista dei Veneti e da tempo dismessa) preventivamente essiccati venivano versati in due silos accoppiati, dal fondo dei quali si riprendevano e debitamente dosati venivano trasportati a mezzo di nastro continuo ad alimentare un mulino(9) a sfere(10) del diametro di 2 metri(11) e lungo 12 metri, capace di macinare 15 tonnellate all'ora. Il materiale macinato con appositi elevatori(12) veniva portato ai silos della miscela cruda. Questa era poi debitamente rimescolata e quindi inviata al forno di cottura riscaldato con polvere di carbone. Il clinker che usciva in granuli dal forno veniva trasportato a mezzi di appositi trasportatori ed elevatori al grande apposito silos di 6.000 tonnellate, dalla cui base era prelevato e mescolato con il 30 % di gesso e poi inviato al mulino a palle capace di produrre 12 tonnellate ogni ora. Il cemento in polvere ottenuto veniva elevato e versato in 16 silos(13) circolari della capacità ciascuno di 230 tonnellate, dalla base dei quali con estrattori a bilancia automatica veniva prelevato per essere messo in commercio(14).
Lo stabilimento, dal 1930 dell'Italcementi di Bergamo, ha funzionato a pieno ritmo fino al 1982. Da tale anno, causa la scarsa produttività del forno, la fabbrica e ridotta a centro di macinazione, con conseguente fermata del forno e della cava calcare. Nel 1993 è sospesa definitivamente la macinazione del clinker. Oggi il grandioso stabilimento, in buono stato di conservazione e corredato da case per gli impiegati(15), il Direttore(16) e il responsabile del laboratorio chimico, è addetto alla sola commercializzazione del cemento proveniente da altri impianti del gruppo.

di Francesco Tavone