E' l'esponente più significativo e dirompente degli industriali italiani del secondo Ottocento, Senatore del Regno, esperto di problemi agrari, pubblicista e uomo politico di spicco. Figlio dell'imprenditore Francesco, il noto fondatore del Lanificio Rossi di Schio, compie gli studi classici presso il Seminario vescovile di Vicenza, distinguendosi per vivacità intellettuale e tenacia tanto che già a diciassette anni, ultimato il Liceo, si può dedicare all'attività industriale, facendo pratica non solo nella fabbrica paterna, ma soprattutto all'estero. La frequentazione assidua degli ambienti culturali d'avanguardia, l'umile esercizio come operaio, la dimestichezza con le tecnologie più avanzate conosciute soprattutto in Inghilterra, Belgio e Francia, fanno sì che nel 1845, anno in cui diventa Direttore del Lanificio Rossi e sposa Maria Maraschin, egli sia in grado di trasformare la sua industria in un'impresa capitalistica di grande respiro, già competitiva a livello europeo.
Nel 1849 ricostruisce il primitivo impianto tessile del lanificio di Schio per applicarvi le più moderne tecnologie produttive in seguito all'introduzione della macchina a vapore e dà all'edificio un aspetto formale elegante in stile neoclassico.
Tra il 1852 e il 1857 ingloba nella sua azienda altri lanifici minori di Schio e si allarga verso la zona collinare di S. Rocco, facendo costruire dal suo architetto Antonio Caregaro Negrin,a partire dal 1859, il famoso Giardino tardo-romantico, connotato da edifici produttivi come la Tessitura Jacquard, già Lanificio Tron-Rubini, e il magazzino lane trasformato in teatro nel 1869.
L'emblema dell'ascesa del Rossi a livello nazionale è la Fabbrica Alta, realizzata nel 1862 dall'architetto belga Auguste Vivroux perpendicolarmente al precedente opificio di via Pasubio.
Con l'annessione del Veneto al Regno d'Italia, Alessandro Rossi rafforza la sua posizione di leader del settore laniero tanto che nell'Esposizione di Parigi del 1867 il suo lanificio è salutato come "la fabbrica di panni massima e più perfetta d'Italia". Nello stesso anno egli pubblica a Firenze il famoso volumetto Dell'arte della lana in Italia e all'estero, dando testimonianza della sua competenza di imprenditore aggiornato. Seguiranno poi altri viaggi, conferenze, lettere ai colleghi itialiani e stranieri, opuscoli e pubblicazioni varie che lo pongono in primo piano nel dibattito contemporaneo non solo riguardo ai problemi dell'industria, ma anche dell'agricoltura, dell'economia in generale e della politica.
Il 1873 segna l'apice della potenza del Rossi con la trasformazione del suo lanificio in Società Anonima Lanificio Rossi con capitali provenienti dell'elite finanziaria del Nord d'Italia e con una notevole autonomia gestionale del Direttore Alessandro Rossi nei confronti degli azionisti.
Attento agli interventi tecnici lo è altrettanto per quelli in campo sociale, tanto da essere considerato il più illuminato e moderno tra gli industriali paternalisti della sua epoca.In tale ottica vanno collocati i quartieri operai da lui promossi tra il 1869 e il 1890 a Schio, a Pievebelvicino, a Torrebelvicino e Piovene Rocchette accanto agli stabilimenti tessili posti lungo la val Leogra e la val d'Astico.
In particolare il Nuovo Quartiere Operaio di Schio è ritenuto un'esperienza pioneristica a livello europeo non solo per la ricchezza e la funzionalità dei servizi, la qualità delle abitazioni e il cospicuo corredo monumentale, ma anche per il suo stretto rapporto con la città e il paesaggio.
L'attenzione data all'istruzione dei giovani da parte del Rossi è testimoniata non solo dall'istituzione di asili di maternità, asili d'infanzia, scuole elementari, biblioteche e teatri all'interno dei quartieri, ma anche dalla fondazione nel 1878 a Vicenza della Scuola Tecnica, poi Istituto Tecnico Industriale "Alessandro Rossi".
Altrettanto rilevante e significativa è la realizzazione del Podere Modello di Santorso (1882-84),con Scuola di Pomologia e Orticoltura, serre industriali e case per capi coltivatori, ispirato alle esperienze belghe e tedesche.
Fondatore nel 1876 dell'Associazione Laniera Italiana, di cui è primo Presidente, ottiene dal re Vittorio Emanuele II la croce dei SS. Maurizio e Lazzaro.
Dopo aver affidato alla gerenza dei figli i suoi stabilimenti, Alessandro Rossi si ritira nella sua splendida villa di Santorso dedicandosi agli studi, alle conferenze sui problemi economici nazionali ed europei che testimoniano l'ampiezza di vedute e la poliedrica cultura di un imprenditore che nell'arco di circa quarant'anni è riuscito a porre le basi del decollo industriale del Nord-Est.